Bicocca Biodiversity

La bonifica dei siti contaminati alla prova della sostenibilità

Lo scorso 10 giugno 2024, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha ospitato, presso l’Edificio U-36, Torre dell’Acqua, un importante evento intitolato “La bonifica dei siti contaminati alla prova della sostenibilità”.

Organizzato dal Centro Nazionale per la Biodiversità (NBFC, National Biodiversity Future Center), l’incontro ha rappresentato una preziosa occasione per discutere delle criticità e delle nuove possibili proposte per la bonifica dei suoli contaminati in Italia.

La giornata è stata aperta dai saluti istituzionali del Dott. Luigi Fiorentino, Presidente del NBFC, e del Prof. Massimo Labra, Direttore scientifico del NBFC, che hanno messo in evidenza l’esigenza di adottare approcci sostenibili nelle tecniche di bonifica e di procedere con una ricerca che sia interdisciplinare e aperta alle istanze che provengono dalla società tutta.

L’evento, presieduto dal Prof. Riccardo Villata, emerito dell’Università degli Studi di Milano, è stato concepito come un forum di confronto e condivisione tra giuristi, scienziati, esperti del settore e rappresentanti delle istituzioni.

Il Convegno è stato introdotto dalla Prof.ssa Monica Delsignore dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che ha evidenziato come oggi la amministrazione pubblica sia sempre più chiamata a re-interpretare la propria attività, in tutte le sue declinazioni, alla luce della sostenibilità nelle sue dimensioni ambientale, ma anche economica e sociale. La mattinata è proseguita con l’intervento della Dott.ssa Eugenia Bartolucci di ISPRA, che ha presentato un quadro dettagliato sullo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia, illustrando i più significativi dati sui procedimenti di bonifica tramite la presentazione di “Mosaico”, banca dati nazionale realizzata da ISPRA. A seguire, il Prof. Antonio Bartolini dell’Università degli Studi di Perugia ha trattato dei contrasti e sovrapposizioni di competenze fra le diverse amministrazioni coinvolte nei procedimenti di bonifica, a partire dai più recenti e significativi casi che hanno coinvolto la giurisprudenza amministrativa e costituzionale. Il Prof. Wladimiro Troise Mangoni dell’Università degli Studi di Milano ha poi affrontato alcune delle più evidenti criticità e contraddizioni che caratterizzano la disciplina delle bonifiche così come interpretata dalla giurisprudenza amministrativa, in particolare soffermandosi sul tema delle contaminazioni storiche.

Nel pomeriggio, l’Ing. Claudio Albano, Direttore Ambiente presso Jacobs e Coordinatore del gruppo di lavoro Assoreca sulle bonifiche sostenibili, ha presentato la proposta di linee guida sulle bonifiche sostenibili, elaborata da Assoreca alla luce di una visione concreta e operativa per il futuro. Il Dott. Luca Belviso dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha analizzato il quadro di regole multi-livello che concernono il fitorisanamento, mettendone in luce le lacune ed esaminando le principali problematiche giuridiche che si pongono nell’applicazione di tale tecnica maggiormente sostenibile. Il Convegno è proseguito con l’intervento del Dott. Werther Guidi Nissim, sempre dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che ha illustrato casi di studio e nuovi orizzonti nel campo del fitorisanamento. La Dott.ssa Claudia Ida Maria Parenti del Politecnico di Milano ha poi spiegato come indagare e mappare il suolo da rigenerare tramite tecniche di fitorimedio, a partire da una ricerca svolta nella Città Metropolitana di Milano. Le prospettive istituzionali sono state rappresentate dal Dott. Sergio Varisco, della Struttura Bonifiche Ambiente e Clima di Regione Lombardia, e dall’Ing. Mario Lagorio, Direttore area bonifiche del Comune di Milano, che hanno condiviso le loro esperienze e visioni sul ruolo delle amministrazioni locali nella gestione e promozione delle bonifiche sostenibili.

L’evento si è infine concluso con un intervento del Prof. Alfredo Marra dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che, all’esito della giornata di studi, ha intercettato la generale insoddisfazione verso l’attuale quadro normativo e la necessità di rivedere la disciplina sulle bonifiche anche alla luce delle nuove esigenze di sostenibilità, con la conseguente emersione di una sfida che richiederà altre occasioni di confronto fra accademia, autorità tecniche e istituzioni, anche alla luce della riforma in itinere del c.d. Codice dell’ambiente.